Correlazione tra vitamina D e calcoli renali: esiste davvero?

La vitamina D è una vitamina liposolubile. Svolge una funzione di primaria importanza per il mantenimento di ossa e denti, poiché aiuta l’assorbimento del fosforo e del calcio. Questi ultimi sono minerali fondamentali per una corretta salute delle ossa.

Un’altra importante funzione svolta dalla vitamina D riguarda il sistema immunitario. Contribuisce al suo corretto funzionamento, rendendo l’organismo più resistente alle infezioni virali.

Viene prodotta dalle cellule della pelle, in seguito ad una esposizione ai raggi solari. Solamente una parte esigua viene assunta con l’alimentazione, si parla di circa il 20 %. I cibi a maggior contenuto di vitamina D sono pesce (salmone, sgombro, sardine e aringhe), latte, uova e olio di fegato di merluzzo.

rene

Perché è importante assumere una giusta dose giornaliera di vitamina D

Non è importante solamente assumerne abbastanza, ma anche non assumerne troppa.

Una carenza di vitamina D può portare a rachitismo nel bambino, oppure a osteomalacia nell’anziano. È insomma fondamentale per la salute delle ossa per il loro corretto mantenimento assumere una dose adeguata di vitamina D.

Un eccesso invece può avere effetti altrettanto dannosi. Un’intossicazione da vitamina D può portare ad ipercalcemia, ipercalculia o calcificazione dei tessuti molti. Nei casi più gravi può anche risultare fatale. È sufficiente un’assunzione giornaliera di 10 volte superiore quella raccomandata per causare tossicità.​1​

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Metabolismo vitamina D

È stato osservato che la vitamina D viene catabolizzata all’interno del fegato, ed i prodotti derivanti dalla decomposizione vengono secreti nella bile. Questi prodotti vengono infine eliminati dall’organismo attraverso urine e feci.

Il processo inizia a seguito dell’irraggiamento solare, quando il 7-deidrocolesterolo, presente negli strati della pelle viene convertito in pre-vitamina D, trasformata poi in vitamina D. La vitamina viene condotta al fegato tramite una proteina di trasposto. Successivamente viene idrossilata per formare un metabolita, il D 25 (OH). Questo metabolita giunge al rene e subisce una seconda idrosslazione, che forma il calcitriolo. Il calcitriolo si lega infine al ricettore della vitamina D, che va a stimolare l’assorbimento del calcio e del fosforo da parte dell’intestino.​2​

Vitamina D e calcoli renali

Molti studi scientifici hanno cercato una correlazione fra l’assunzione di vitamina D e la formazione di calcoli renali. Era stato ipotizzato che alti livelli sierici di 25-idrossivitamina D aumentassero il rischio di calcoli renali, anche se non sono state fornite prove certe. Analizzando un gruppo di persone che presentavano calcoli renali, si è osservato concentrazioni più elevate di 25 (OH) rispetto alla media. Oltre a questa alterazione, sono stati trovati anche livelli più alti di calcitriolo. Sembra quindi evidente che esista una correlazione fra il livello alto di quest’ultimo e coloro che sviluppano calcoli renali. Una spiegazione del livello alterato dell’ormone potrebbe però venire spiegata con diverse motivazioni, come una maggiore sensibilità, o un’alterazione del suo metabolismo. È stato invece ormai appurato che una grande quantità di calcitrolo aumenta i livelli di calcio nelle urine, e di conseguenza anche la formazione di calcoli reali.​3​

Non è però mai stato dimostrato che un’assunzione massiccia di vitamina D aumenti in qualche modo il rischio che insorgano calcoli renali. Secondo alcuni studiosi, non sarebbe dannosa la vitamina D che si può naturalmente assumere con l’esposizione solare, bensì quella che si può assumere facendo uso di integratori vitaminici. In particolare, è stato però dimostrato che un’assunzione di integratori a lungo termine non amenti il rischio di insorgenza dei calcoli renali, ma aumentino la possibilità di soffrire di ipercalciulia.

Nonostante le prove insufficienti a sostegno di questa tesi, è comunque raccomandato un continuo monitoraggio dell’ipercalciuria, qualora si ricorra all’uso di integratori di vitamina D per qualsiasi motivo. Meglio sarebbe prevedere una somministrazione a basso dosaggio, per cercare di evitare elevate contrazioni di 25 (OH), piuttosto che dosaggi massicci.

Bibliografia

  1. 1.
    Zeratsky K. What is vitamin D toxicity, and should I worry about it since I take supplements? mayoclinic.org. https://www.mayoclinic.org/healthy-lifestyle/nutrition-and-healthy-eating/expert-answers/vitamin-d-toxicity/faq-20058108.
  2. 2.
    Letavernier E, Daudon M. Vitamin D, Hypercalciuria and Kidney Stones. NCBI. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5872784/.
  3. 3.
    Singh GV, Geeta H, Thomas K, Bultitude M, Willis S. Vitamin D and kidney stones – is there an association? Wiley Online Library. https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/bju.14658.

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