Camminare dopo l’intervento di protesi all’anca: tempi di recupero e movimenti da evitare sempre

L’intervento di protesi all’anca permette di ritrovare mobilità ed eliminare i dolori invalidanti derivati dai problemi all’articolazione. Si tratta di un intervento importante e particolarmente efficace, grazie soprattutto alle ultime tecniche chirurgiche altamente innovative. Bisogna però conoscere bene anche tutto il decorso post operatorio in modo da riprendere le attività quotidiane nei giusti tempi e in tutta sicurezza. Insieme all’intervento di protesi al ginocchio di cui abbiamo già parlato, è tra gli interventi ortopedici più richiesti.

Intervento all’anca: in cosa consiste, durata e tempi di degenza

Questo tipo di intervento, se necessario, viene effettuato solo dopo varie visite con il medico e il chirurgo e dopo aver provato altre tipologie di soluzioni, come ad esempio la fisioterapia o terapie a base di anti dolorifici e infiammatori, che si sono rivelati inefficaci. Questo perché vi sono vari gradi di coxartrosi e molteplici cause che possono portare a questa problematica, che si può manifestare in tutte le età e in entrambi i sessi, e che può essere dovuta a traumi importanti, fratture o vari gradi di artrosi.

ossa

Una volta stabilito che l’intervento chirurgico è l’unica soluzione per poter riprendere a camminare e a svolgere le attività quotidiane senza dolori invalidanti, si procede all’intervento. Questo consiste nella rimozione delle parti ossee e cartilaginee danneggiate e poi nell’inserimento della protesi vera e propria.

La testa del femore deteriorata viene sostituita da una testina di ceramica che viene unita ad uno stelo metallico, in genere realizzato in lega di titanio o cromo cobalto, materiali questi considerati tra i più resistenti e bio compatibili, e viene inserito nella parte cava del femore. Anche la superficie della cavità acetabolare viene sostituita con una coppa metallica, che insieme allo stelo e testa formeranno la nuova articolazione.

La durata dell’intervento si aggira intorno ai 45/60 minuti e, a seconda del protocollo predisposto dai medici, il ricovero ospedaliero va dai 4/5 giorni fino ai 12/15. Questo ovviamente perché ogni casistica è gestita a sé, a seconda dell’età del paziente, delle sue condizioni generali di salute e da quale decorso post operatorio è stato deciso.

I primi giorni dopo l’intervento

Già dopo qualche ora dopo l’operazione, un fisioterapista farà fare i primi movimenti al paziente e verrà somministrata una terapia contro il dolore, che naturalmente è presente dopo ogni procedura chirurgica. Dopo qualche ora si cominciano a muovere i primi passi, ovviamente con l’aiuto delle stampelle, che sarà necessario continuare ad utilizzare per almeno 4/6 settimane, in modo da permettere alla ferita e all’apparato muscolo-legamentoso di tornare alla normalità.

riabilitazione dopo operazione

Fino a quando i movimenti saranno limitati e ridotti, sarà necessario effettuare delle iniezioni di eparina, per scongiurare il rischio di coaguli di sangue, potenzialmente molto pericolosi. Se il paziente si attiene scrupolosamente alle indicazioni dei medici, il recupero delle normali attività può avvenire in 2 o 3 mesi.

Indicazioni ed esercizi da rispettare e praticare una volta a casa

La riabilitazione è una pratica fondamentale per ottenere il pieno recupero e va eseguita su indicazione del fisioterapista, che la inizia già dalle prime ore dopo l’intervento. Inoltre saranno indicati con precisione quali movimenti dovranno essere evitati per non incorrere in problematiche indesiderate.

Dopo l’intervento sarà fondamentale chiedere indicazioni precise al medico che vi ha operato, che saprà valutare sia le vostre condizioni di salute che le prospettive di recupero, fornendovi indicazioni personalizzate. Se volete qualche informazione già prima dell’intervento vi consigliamo di rivolgervi al Dottor Michele Massaro di protesiginocchioanca.com, chirurgo ortopedico che sarà in grado di rispondere a tutte le vostre domande.

Per quanto riguarda le regole generali vediamo di seguito un elenco di indicazioni sui movimenti da evitare e su come eseguire semplici attività, per meglio comprendere cosa fare e cosa evitare dopo un intervento di protesi all’anca.

Entrare/uscire da un’auto

Prima di poter tornare a guidare occorreranno circa 6 mesi. Per spostarsi con l’aiuto di qualcun’altro si può salire o scendere dall’auto in questo modo: dopo aver fatto regolare il sedile all’indietro e con lo schienale reclinato, ci si posiziona di spalle allo sportello e ci si siede lateralmente, per poi ruotare le gambe entrando nell’abitacolo, che si posizioneranno distese. Il procedimento inverso andrà seguito per uscire dall’auto.

Utilizzo di treno o aereo

In linea generale è sconsigliato utilizzare questi mezzi di trasporto poiché i gradini sia dell’uno che dell’altro sono troppo alti. Nel caso, si necessiterà dell’assistenza di un operatore, con la possibilità di richiedere l’accesso senza gradini.

Salire/scendere le scale con le stampelle

Il primo gradino, salendo, dovrà essere affrontato con l’arto che non ha subito l’operazione e con le stampelle. Nella discesa invece andrà eseguito il passaggio al contrario, ovvero si posizioneranno le stampelle e si scenderà con l’arto operato e poi con quello non operato.

camminare con stampelle

Alzarsi dalla posizione seduta

La gamba operata deve sempre stare leggermente più distesa. Con l’aiuto delle stampelle, per alzarsi occorre fare forza sulla gamba e sul braccio della parte non operata e poi sollevare l’altra. In linea generale, vanno evitate le sedie troppo basse e anche per l’utilizzo dei servizi igienici è consigliabile un’alzata per il water, fino a quando si sarà recuperata la mobilità ottimale.

Rotazioni dell’anca

Sia in posizione distesa che in piedi, non vanno mai ruotati all’interno il piede o il ginocchio. Da seduti o da distesi non va ruotato il tronco.

Flessioni della gamba

Sia da distesi che da seduti, la gamba non va mai flessa eccessivamente. Il ginocchio non deve essere portato verso il petto quando si è distesi e non ci si deve piegare troppo in avanti quando si è seduti.

Le gambe non vanno mai accavallate, né da distesi né da seduti.

Attività domestiche

Fino al primo controllo post intervento, che avviene dopo circa 6/10 settimane, è bene evitare di svolgere faccende domestiche o lavori pesanti. Bisogna utilizzare scarpe comode ed evitare ovviamente tacchi alti, ci si deve aiutare con le stampelle anche per i piccoli spostamenti e fare leva sulla gamba non operata.

Nel caso ci si debba chinare per recuperare un oggetto caduto è importante scendere solo ed esclusivamente con l’arto non operato tenendo flessa la gamba operata e appoggiandosi ad un oggetto molto stabile, come ad esempio una sedia; in alternativa ci si può avvalere di un’asta a pinza raccogli-oggetti.

Trascorso il tempo necessario e una volta abbandonato l’uso delle stampelle, si può tornare a praticare qualsiasi attività, prestando ovviamente attenzione ed evitando movimenti bruschi o traumi da contatto.

In generale si può tornare a guidare dopo 6/8 settimane, a lavorare in 6/12 settimane (lavori sedentari anche prima), così come riprendere l’attività sessuale, anch’essa praticabile dopo tutti i controlli medici di routine.

Lo sport può essere ripreso, a patto che non siano attività ad alto rischio d’impatto come il rugby, il calcio, lo sci e l’equitazione.

Utilizziamo diversi tipi di cookie per garantirti un'esperienza di navigazione ottimale. Troverai abilitati solo quelli che permettono il corretto funzionamento del sito e l'invio di statistiche anonime sul suo utilizzo.

Vuoi abilitare anche i cookie opzionali per le finalità indicate nella Privacy e Cookie Policy?

SI NO